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REQUISITI PER SPOSARSI IN ITALIA

pubblicato il 28/03/2015 07:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Indipendentemente dal rito scelto, lo Stato italiano impone alcune restrizioni per poter contrarre matrimonio.

In particolare i requisiti per sposarsi sono:
Avere almeno 18 anni o, con un’autorizzazione del Tribunale dei Minori, averne almeno 16;
L’attitudine fisica allo svolgimento della vita coniugale. Ciò significa assenza di malattie fisiche o mentali o deviazioni sessuali. Per tali cause il matrimonio può anche essere invalidato, se l’altra parte può dimostrare che non ne era a conoscenza;
La sanità mentale. Un interdetto per infermità di mente non può infatti contrarre matrimonio e l’incapacità di intendere e volere al momento di contrarlo è causa di annullamento;
La libertà di stato. Non devono cioè esserci vincoli da precedenti matrimoni;
La non appartenenza allo stesso sesso;
L’inesistenza di rapporti di parentela, affinità, adozione e affiliazione tra i contraenti il matrimonio. I figli adottivi sono parificati ai legittimi per quel che concerne gli impedimenti al matrimonio.
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MATRIMONIO LEONARDIANO
Un matrimonio... geniale!
toscana (firenze) vinci

pubblicato il 10/11/2014 11:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Se siete alla ricerca di un luogo speciale dove pronunciare il fatidico "si", ecco le nostre proposte per un matrimonio nella città di Leonardo! Vinci, infatti, mette a disposizione delle coppie che decidono di sposarsi con rito civile alcune location legate alla vita e alla memoria del suo più celebre personaggio: una cerimonia per pochi intimi all'interno del museo sotto l'imponente ala battente leonardiana, oppure all'aperto alla Casa Natale di Anchiano, dove Leonardo stesso nacque e trascorse parte della sua infanzia.

La celebrazione dei matrimoni civili può essere effettuata nelle seguenti sedi:
MUSEO LEONARDIANO:
- Castello dei Conti Guidi (galleria), via della Torre: fino a 20 persone
- Palazzina Uzielli (sala didattica), piazza de' Guidi: fino a 60 persone
novembre-febbraio:lunedì-sabato, 10.00-12.00/ 15.00-17.00; domenica, 10.00-12.00.
marzo-ottobre: lunedì-sabato, 10.00-12.00 / 15.00-18.00; domenica, 10.00-12.00.

CASA NATALE DI LEONARDO (località Anchiano a 3 km da Vinci)
- Interno: fino a 10 persone
- Esterno: fino a 40 persone
novembre-febbraio: lunedì-sabato, 10.00-12.00 / 15.00-16.00; domenica, 10.00-12.00
marzo-ottobre: lunedì-sabato, 10.00-12.00/ 15.00-18.00; domenica, 10.00-12.00.

TARIFFE
L'uso delle sale dei Musei è gratuito per la celebrazione dei matrimoni civili in cui almeno uno dei nubendi sia residente nel Circondario Empolese Valdelsa: territorio che comprende i comuni di Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Cartaldo, Empoli, Fucecchio, Gambassi Terme, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Vinci.
Nel caso in cui nessuno dei nubendi sia residente nei comuni sopra specificati, la celebrazione è soggetta al versamento di:
€ 200,00 per cerimonie da celebrarsi dal lunedì al venerdì;
€ 250,00 per cerimonie da celebrarsi il sabato, la domenica o in altri giorni festivi.

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SPOSARSI NEL TEATRO
più piccolo del mondo
umbria (perugia) monte castello di vibio

pubblicato il 21/10/2014 08:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Il teatro più piccolo del mondo?

Sì, a Monte Castello di Vibio racchiuso in poco più di cento metri quadrati è stato costruito nel 1808 il tipico teatro all’italiana, una struttura lignea che sorregge due ordini di palchi ed una platea che contengono 99 spettatori. Il Teatro oltre ad essere una piccola miniatura proporzionata in ogni suo elemento vanta un’acustica perfetta, una dovizia di particolari ed una pregevolezza artistica ed architettonica che lo rendono una vera e propria opera esclusiva.
Questa oggi è una location speciale per la celebrazione del matrimonio con rito civile.
Qui l’allestimento della cerimonia vede la partecipazione creativa degli sposi che “mettono in scena” il loro giorno più importante in cui celebrano un momento di felicità con amici e parenti.
“Noi – dice il presidente Edoardo Brenci – ascoltiamo le coppie che scelgono questa location per il loro rito civile, le invitiamo a dare spazio al loro estro organizzativo e suggeriamo le adeguate soluzioni. C’è chi si avvale di allietare la cerimonia con il talento artistico dei familiari o di amici: chi canta o recita poesie. Chi sceglie di arrivare in carrozza e cavalli, chi fa il pranzo in piazza sul belvedere di Monte Castello di Vibio e chi offre uno spettacolo agli invitati”. Da ultimo ci può avvalere anche della possibilità di organizzare un vero e proprio matrimonio in costume storico con riti e usanze tipiche della Monte Castello medievale.
La procedura è semplice: dopo aver verificato con la Società del Teatro della Concordia, che gestisce la struttura, la disponibilità e prenotazione data, gli sposi procederanno alla pubblicazione di nozze presso il proprio Comune di residenza che provvederà poi ad inviare delega all’Ufficio di stato civile del Comune di Monte Castello di Vibio per la celebrazione del rito civile.
E se vogliamo che a celebrare sia una persona amica! Nessun problema lo può fare!

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Chiesetta di Sant'Ampelio a Bordighera (Imperia)

pubblicato il 07/10/2014 12:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
La Chiesa di Sant’Ampelio è un punto di riferimento per tutti i bordigotti, diventata tra l’altro, uno dei luoghi più amati per celebrarvi i matrimoni incorniciati da uno splendido panorama di mare e palme.

In una posizione unica, quasi lambita dall’infrangersi delle onde, nelle giornate in cui il mare di Bordighera reclama l’attenzione dei passanti, ad attendere il visitatore la Chiesa di Sant’Ampelio. Costruita sugli scogli, scenario che le dona una bellezza unica, la Chiesa di Sant’Ampelio è di stile barocco, dalla bianca facciata e da una semplicità coinvolgente, che sovrasta la piccola piazzetta che la ospita. Semplice così come la vita del Santo cui è dedicata: Sant’Ampelio, patrono di Bordighera, venuto dal mare nel V secolo, portando, si dice, con sé semi dei datteri, da cui l’origine delle numerose e bellissime palme presenti in ogni angolo e piazza della città. Capo Sant’Ampelio è il promontorio situato più a sud non solo della Liguria, ma della parte settentrionale dell’Italia (la sua latitudine, è la stessa di Pisa). L’omonima Chiesa fu costruita presumibilmente, intorno all’anno mille e nel 1204, con bolla del Papa Innocenzo III, diventa un’abbazia con annesso il convento a forma di torre in cui vivevano undici monaci, purtroppo distrutto nel 1239 dai Genovesi.

La Chiesa, al suo ingresso, si presenta agli occhi del visitatore in tutta la sua magnificenza dove lo sguardo incontra una corda di broccato rossa che delinea il limite oltre il quale non è possibile avanzare in cui è collocata una statua del XVII secolo, raffigurante il Sant’Ampelio. Costui, nella sua vita terrena, era un fabbro ferraio, che, si racconta, fosse riuscito a sconfiggere il demonio, apparsogli nelle vesti di una donna di facili costumi, brandendo un ferro rovente e proprio per la sua forza d’animo di resistere alle tentazioni, ricevette da Dio il dono della insensibilità alle scottature, da qui la scelta dei fabbri di “adottarlo” come loro Santo protettore e a Bordighera di festeggiarlo come Patrono, il 14 maggio, giorno in cui è possibile accedere alla cripta sotterranea della Chiesa a lui dedicata, in cui viene conservato un blocco in pietra della Turbia, ritenuto da molti il suo giaciglio. Le sue spoglie sono state sottoposte,nei secoli, ad una sequenza di interminabili spostamenti, che ebbero inizio nel 1140, quando a seguito di una insurrezione della popolazione di Bordighera, Genova rispose duramente, ordinandone il trasferimento a Sanremo, nella Chiesa di Santo Stefano da cui un secolo dopo furono traslate a Genova in cui rimasero fino al 1947, quando l’Arcivescovo della Lanterna, il Cardinale Siri, le restituì a Bordighera, dove riposano ancora oggi nella Chiesa della Maddalena.

Tratto da Liguria Info

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Abbazia di Sant’Andrea in Flumine, Ponzano Romano (Roma)
lazio (roma) ponzano romano

pubblicato il 12/08/2014 09:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Esclusiva ed elegante, a pochi km da Roma, l’Abbazia di Sant’Andrea in Flumine da secoli domina la lussureggiante Valle del Tevere. La bellissima chiesa consacrata costruita nel VI sec d.c. disponibile per la cerimonia, accoglie gli sposi in un'atmosfera intima e sacra che nasce da una semplicità architettonica che ben si coniuga alla policromia dei mosaici e degli affreschi. Permette di accogliere fino a 140 persone sedute. L’ampio giardino antistante la chiesa circondato dalle antiche mura, è disponibile per l’aperitivo, il taglio torta, e l’intrattenimento musicale. I sobri saloni per il ricevimento con splendida vista sulla Valle del Tevere, possono accogliere fino a 220 ospiti. Da anni la collaborazione con tre banqueting di nostra fiducia ci permette di offrirvi un servizio impeccabile che saprà deliziare i palati più esigenti offrendo genuinità, tradizione ed innovazione. Nonostante l’esclusività e l’eleganza di questa bellissima dimora storica, troverete convenienti i nostri pacchetti "all inclusive": servizio banqueting, location in esclusiva, allestimenti interni ed esterni, servizio parcheggio, servizio guardaroba, pulizie, fiaccolata, presenza della direzione a costi concorrenziali. Infine, tutta la nostra dedizione e professionalità nel curare i dettagli di un giorno unico e speciale. Potrete avvalervi dei servizi dei nostri collaboratori convenzionati. Sulla base delle nostre esperienze, vi guideremo nella scelta dei servizi che completano l'organizzazione del matrimonio: allestimento floreale, intrattenimento musicale, servizio fotografico, animazione per bambini, bomboniere.

L'origine del complesso abbaziale di Sant'Andrea in Flumine è incerta. Il monastero sarebbe stato edificato nell’VIII secolo da Carlomanno, fratello di Pipino il Breve e, dal 747, monaco del Soratte. Sia l’Abbazia sia la chiesa, in realtà, sorgono su rovine preesistenti dell’epoca romana. Originariamente dedicato ai santi Pietro, Benedetto e Andrea, il monastero ha conservato solo il nome di “Sant’Andrea”. La denominazione “in flumine” è un chiaro riferimento topografico al vicino Tevere. La posizione strategica e la vicinanza del porto fluviale fecero di questa abbazia un importantissimo snodo per il controllo dei traffici e del servizio di traghetto che collegava la zona con la città di Roma. Nel IX secolo Sant’Andrea era uno dei monasteri imperiali insieme a S. Maria di Farfa, S. Salvatore di Rieti e i cenobi di Monte Cassino e S. Silvestro al Soratte. Nel X secolo, intorno all’Abbazia fu eretta una cinta fortificata di cui si può ammirare oggi solo una torre (in origine erano tre), trasformata nelle epoche e interventi successivi in campanile della chiesa. Dopo un lungo periodo di relativo declino, nel 1958 ha avuto luogo il primo restauro della chiesa. Successive opere di risanamento e restauro hanno riguardato prima il campanile e poi l’intero edificio.

La chiesa
La chiesa, consacrata, che si trova nel complesso abbaziale è in stile romanico. Al suo interno si trovano delle vere e proprie opere d’arte, come gli stupendi mosaici cosmateschi, il ciborio realizzato nel XII secolo dal maestro Nicola con i figli Giovanni e Guittone e vari affreschi risalenti ai secoli VIII-IX e XV-XVI. Di rilievo la presenza di un raro esempio di jubé, particolare struttura molto diffusa nelle chiese abbaziali, che serviva a mantenere separati il presbiterio, usato dai religiosi, dalla navata occupata dai fedeli

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SPOSARSI A VENEZIA
Il rito civile a Palazzo Cavalli
veneto (venezia) venezia

pubblicato il 04/08/2014 15:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Vuoi un matrimonio da sogno? Celebra le tue nozze nel Comune di Venezia, a due passi da Rialto. Non solo in Italia, ma a Venezia! La città più romantica del mondo è il luogo più adatto per il matrimonio di una coppia di innamorati. Chi non desidera passeggiare per Piazza San Marco insieme alla propria sposa (o sposo), per immortalare uno dei momenti più belli della propria vita? Chi non vorrebbe sposarsi in una delle più belle città e coronare il proprio sogno con un ricordo indimenticabile? Sposarsi a Venezia è un sogno che si può realizzare! A Venezia nella splendida cornice di uno storico palazzo che si affaccia sul Canal Grande (puoi scegliere Palazzo Cavalli oppure Ca' Farsetti nella Sala degli Stucchi o nella Sala del Consiglio) è possibile celebrare il matrimonio dei vostri sogni...

Il rito civile a Palazzo Cavalli
A Venezia nella splendida cornice di uno storico palazzo che si affaccia sul Canal Grande, Palazzo Cavalli, è possibile celebrare un matrimonio da sogno.
Il Comune di Venezia offre la possibilità alle coppie di tutto il mondo di pronunciare il fatidico "Sì", calandosi nell'atmosfera romantica che solo la città lagunare può regalare.
All'interno dell'edificio una serie di sale è interamente dedicata agli sposi, regalando un panorama mozzafiato sul Canal Grande con una visione privilegiata sul Ponte di Rialto.
L'arrivo più emozionante, ovviamente, è in gondola accompagnati dal dolce fruscio dell'acqua e dalla magnificenza delle facciate dei palazzi che creano lo sfondo ideale per una scenografia da fiaba.

Lo storico Palazzo Cavalli si trova in una delle più suggestive zone di Venezia, affacciandosi sul Canal Grande a ridosso del Ponte di Rialto. E' uno storico edificio del XVI secolo, a tre piani di stile rinascimentale, la cui facciata è caratterizzata da una sequenza di mensoloni in pietra sopra la parte basamentale, che sorreggono i due piani nobili con quadrifore e monofore. Visitandolo si può scoprire una meravigliosa stanza con stucchi del '700. Prende il nome dalla famiglia Cavalli che vi abitò, fu dimora anche del novellista americano James Fenimore Cooper e dello studioso d'arte Aldo Ravà che allestì il Palazzo nel tipico stile settecentesco veneziano, con pitture, mobili e ceramiche originali.

All'interno, una serie di sale al piano nobile, elegantemente arredate, sono dedicate agli sposi. La più ampia è luminosissima, con una parete intera di finestroni che guardano sul Canal Grande godendo di un panoramico scorcio, decisamente privilegiato. Vi si può ammirare, anche, un prestigioso quadro "Le nozze D'oro" del 1909. Il dipinto, un olio su tela di dimensioni di 120 cm per 207 cm, è un'opera del famoso artista veneziano Luigi Nono (1850 - 1918). Adiacente una saletta deliziosa, finemente rifinita e ricca di mobili d'epoca, accoglie gli sposi mostrando una visione del Ponte di Rialto unica e spettacolare. La bellezza e il fascino del luogo sono ancora più impreziositi dall'accoglienza e discrezione riservata alle coppie che scelgono Venezia per celebrare il loro matrimonio. Gli sposi a Palazzo Cavalli possono avvalersi di un gruppo di persone esperte e preparate per creare un'atmosfera magica e solenne nel giorno più romantico.

Poter vivere una favola, scegliendo qualsiasi giorno della settimana nel periodo preferito dell'anno. Per prenotare basta contattare gli uffici del Comune.

Tratto da Comune di Venezia

In foto: Palazzo Cavalli

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Le 10 Chiese più belle
dove sposarsi in Italia

pubblicato il 21/07/2014 08:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
La Top 10 per un matrimonio indimenticabile - Le chiese più belle dove sposarsi in Italia tra borghi, campagna e piccole isole sul mare. Quando arriva il giorno di decidere dove celebrare il matrimonio, in molti si chiedono: dove possiamo sposarci? Marcopolo ha raccolto la Top 10 delle chiese più belle in Italia per il fatidico "si”.

Chiesa della SS. Annunziata - Vico Equense, Napoli
Aggrappata ad uno sperone di Vico Equense, la rosea chiesa non cede al richiamo del mare e si lascia incorniciare dal suggestivo panorama del Golfo di Napoli e dellaCostiera Sorrentina. Qui sorgeva il tempio di Cibele, distrutto nel 1133, su i cui resti fu edificata la chiesa (XIV secolo). L'edificio conserva elementi gotici, con l'aggiunta di stemmi marmorei e statue, tra cui quella della Vergine con una corona d'oro arricchita da pietre preziose. In sagrestia, una composizione in maioliche e un presepe con pastori del Settecento napoletano.

Cappella di Vitaleta - Val d'Orcia, Toscana
Come un piccolo faro adagiato su un mare di verdi colline, la Cappella di Vitaleta è il simbolo della Val d'Orcia ed è tutelata dall'Unesco. Situata tra la strada che va da Pienza a San Quirico d'Orcia, è possibile accedervi in moto, ma la quiete della campagna suggerisce più una camminata sulla stradina sterrata. Sebbene la cappella sia inaccessibile, una statua attribuita ad Andrea della Robbia, che era contenuta al suo interno, è oggi conservata nella chiesa della Madonna di Vitaleta a San Quirico d'Orcia.

Chiesa di Santa Maria del Soccorso - Ischia, Napoli
Come un baluardo di salvezza, dal 1864 la Chiesa di Santa Maria del Soccorso si erge contro le onde che s'infrangono sui tre lati della roccia su cui poggia, ad Ischia. Dalla chiesa, armonica fusione tra stile greco-bizantino e mediterraneo, si vede l'isola di Ventotene. Dal mare, lo sguardo si sposta sulla nivea facciata ornata da maioliche del '700, raffiguranti la Passione e alcuni santi. All'interno, diverse opere, tra cui la pala di Cesare Calise raffigurante S. Agostino. La chiesa viene anche detta Santa Maria della Neve.

San Giovanni in Ranui - Val di Funes, Alto Adige
L'imponente massiccio delle Odle si pone a guardia di questo ameno luogo. Vicino al paese di Santa Maddalena, avevano qui la loro residenza di caccia i Signori di Jenner che, nel 1744, commissionarono la costruzione della chiesetta barocca dal campanile a bulbo, dedicata a Giovanni Nepomuceno. La vita del santo, patrono della Boemia, è raccontata attraverso nove tavole, mentre la pala d'altare mostra la sua fedeltà al segreto confessionale. Per visitare la chiesetta, è necessario chiedere la chiave all'adiacente maso Ranuihof.

Santa Maria Nuova - Cortona, Arezzo
Circondata da un paesaggio campestre, questa chiesa appena fuori Cortona porta una firma importante. Fu Giorgio Vasari, infatti, durante il suo soggiorno in zona, a completare il progetto del Cristofanello, morto nel 1553. Caratteristica la pianta centrica: quattro bracci sormontati al loro incrocio da una cupola formano una croce greca. All'interno, è possibile ammirare la "Natività" di Alessandro Allori e "L'Annunciazione" dell'Empoli. Interessanti le vetrate di Urbano Urbani, allievo del Marcillat.

Santa Sabina - Silanus, Nuoro
Sulla strada tra Macomer e Nuoro, lontano dalle mondane spiagge e nel cuore della Sardegna nuragica, sorge la piccola chiesa risalente all'XI secolo. Accanto ai luoghi degli antichi riti, dal pozzo sacro a "tholos" alla Tomba dei Giganti, Santa Sabina presenta un'insolita planimetria, con un corpo centrale a pianta circolare, su cui si innestano due vani rettangolari. Lo stile unico è arricchito dalla caratteristica bicromia fra la nera trachite della struttura inferiore e il calcare bianco della struttura superiore.

Chiesa di San Gaudenzio - Lago Maggiore, Baceno
Lì dove le valli Antigorio, Formazza e Devero confluiscono, la Chiesa di San Gaudenzio domina il paesaggio da uno sperone di roccia. La chiesa romanica, risalente al IX secolo ha subito successivi ampliamenti e aggiunte di elementi gotici e barocchi. Superando il rosone cinquecentesco che sormonta il portone principale, è possibile ammirare affreschi, pitture, un bell'altare in legno e opere scultoree, tra cui il "Cristoforo" (1542) di Antonio Zanetti. Imponente il campanile, uno dei più alti in Ossola.

Chiesa della Madonna dell'Onda - San Nazario, Vicenza
Nel 1567 il Brenta inondò la valle circostante distruggendo le case, ma lasciando intatto il tabernacolo della cappella, eretta vent'anni prima. Carestie, guerre e alluvioni fecero della chiesa miracolata la meta di un numero sempre maggiore di pellegrini, tanto che, nel 1833, fu necessario costruire una nuova chiesa sullo stile del Tempio di Possagno di Canova. Ancora oggi, nel tabernacolo, la chiesa conserva l'affresco del 1547 raffigurante la "Madonna con Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano".

Chiesa della Madonna delle Grazie - Procida, Napoli
I raggi del sole che si riflettono sull'acqua regalano alla chiesa il suo colore dorato. Tra gli sfarzi barocchi dell'interno, con stucchi settecenteschi e una tela raffigurante la Vergine, sono custoditi i segni di un passato di leggenda e rivoluzione. La chiesa accoglie le spoglie dei sedici procidani che, nel 1799, insorsero contro i Borboni e la leggenda vuole che qui ci siano anche i resti di un grosso cetaceo, ucciso dopo aver attaccato un marinaio che, per grazia della Vergine, fu salvato.

Chiesa della Beata Vergine Immacolata - Falcade, Belluno
Immersa nella Val di Biois, circondata dalle secolari cime della Marmolada, del monte Civetta e del gruppo del Focobon, la Chiesa della Beata Vergine Immacolata sembra appartenere da sempre a questo paesaggio. In realtà, la sua costruzione risale al 1933 ed è stata consacrata solo nel 1947. L'ingresso alla chiesa è arricchito da un portone realizzato dallo scultore Augusto Murer (1946), in cui è rappresentata la vita del Cristo. Dello stesso artista, è possibile ammirare all'interno le tavole della Via Crucis (1949).

Tratto da Marcopolo

In foto la Cappella della Madonna di Vitaleta immersa nella pace delle colline della Val d’Orcia – Foto di Laura De Vincentis

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Basilica di San Cesareo
in Palatio, Roma
lazio (roma) roma

pubblicato il 02/07/2014 11:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Questa chiesa venne costruita su dei resti di un edificio romano del II secolo d. C. e riedificata alla fine del XVI secolo probabilmente da Giacomo della Porta, artefice di una facciata a lesene su alto basamento ornata da specchiature e preceduta da un protiro. Davanti alla chiesa, al centro di un’aiuola si trova un'antica colonna di granito con croce. L'interno è assai semplice e severo, ad unica aula rettangolare, con elegante soffitto a riquadrature dorate su fondo azzurro insieme ad insegne araldiche di papa Clemente VIII e figura del Santo titolare. Sono molto caratteristici i due angeli marmorei, che nell'atto di aprire un tendaggio, stanno ai lati di una finestrina con grata che dava luce alla sottostante cripta (facevano parte di un monumento funerario del XIV secolo). Il sotterraneo è abbellito da un pavimento musivo che si estende per tutta l'ampiezza della chiesa, con raffigurazioni marine in bianco e nero, appartenente all'edificio dal II secolo.

Tratto da Roma Capitale
Foto di Marco Tulli

Capienza 150 posti
Parcheggio: solo per gli sposi

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Comunione o separazione dei beni?
Questo è il problema!

pubblicato il 10/06/2014 09:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
In vista della celebrazione delle nozze, è opportuno che i futuri sposi concordino insieme quale regime patrimoniale adottare per la nuova famiglia che si intende creare: comunione dei beni o separazione dei beni?
Al riguardo è bene informarsi sulle implicazioni legali di ciascuna scelta, visto che a cerimonia conclusa, sia civile che religiosa, gli sposi devono comunicare al parroco o all’ufficiale di stato civile il regime prescelto.
È bene premettere che se gli sposi non effettuano alcuna scelta automaticamente verrà applicato il regime della comunione dei beni che in questo caso viene definita “comunione legale”.

Scegliere come regime patrimoniale la comunione dei beni vuol dire che tutti i beni acquistati dopo le nozze sono di proprietà di entrambi i coniugi e cioè:
tutte le proprietà comprate dopo il matrimonio, anche se acquistate separatamente dai due coniugi come case, terreni, negozi, automobili, fatta eccezione di beni personali;
i risparmi che ciascun coniuge ha accantonato, anche separatamente, durante la vita matrimoniale;
le ipoteche e gli altri oneri che gravano sui beni acquistati;
le aziende costituite dopo il matrimonio e gestite da entrambi i coniugi;
i debiti, sia contratti congiuntamente che separatamente per il mantenimento della famiglia e per l’educazione della prole.
Rimarranno invece di esclusiva proprietà dei coniugi:
i beni posseduti da prima delle nozze, eredità o donazioni anche se ricevute dopo il matrimonio;
beni personali e loro accessori;
beni necessari all’esercizio della propria professione;
risarcimenti per danni fisici subiti, ad esempio indennizzi assicurativi;
il ricavato della vendita dei suddetti beni.
In regime di comunione dei beni è necessario, in caso di vendita di immobili o altri atti di amministrazione straordinaria, il consenso di entrambi gli sposi.
Durante la vita matrimoniale gli sposi, comunque, possono sempre decidere di cambiare il regime patrimoniale e optare per la separazione dei beni.

Quando si opta invece per il regime di separazione dei beni, ciascuno dei due sposi conserva la proprietà esclusiva dei beni acquistati sia prima che dopo il patrimonio, anche se gestiti e fruiti in comune. In sostanza, la separazione dei beni attribuisce al coniuge che acquista un bene il diritto di godere dello stesso in via esclusiva: i patrimoni del marito e della moglie rimangono quindi separati durante il matrimonio, salvi i diritti di successione.
Pertanto, quando si effettua un acquisto per far sì che lo stesso sia in comproprietà sarà necessario dichiarare nell’atto di acquisto tale volontà, specificando anche la quota di comproprietà da assegnare all’altro coniuge.
Capito, futuri sposi? Ora valutate bene e fate la scelta giusta!

A cura di Laura Manta
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Duomo di Pienza
toscana (siena) pienza

pubblicato il 04/06/2014 09:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Il Duomo di Pienza fu costruito dal Rossellino nel 1459. Dedicato alla Madonna dell'Assunta, fu eretto sulle rovine dell'antica pieve romanica di Santa Maria.Allo scopo di avere un'ampia navata e una piazza abbastanza spaziosa, l'abside fu ancorata al dorso della collina, ma non così saldamente da renderla sicura sul terreno umido e mobile, tanto che lunghissimi e difficili sono stati i lavori di consolidamento dello sperone della fabbrica che guarda la campagna. L'esterno di chiara ispirazione albertiniana ha una facciata in travertino aperta da tre portali e ripartita in tre parti da larghi pilastri fiancheggiati da due ordini di colonne, con rosone e coronamento a timpano con al centro lo stemma di Pio II. Il luminoso interno a tre navate di uguale altezza che Pio II aveva ammirato nei suoi viaggi in nord Europa, si riallaccia a motivi gotici negli allungati e snelli pilastri a fascio, sormontati da alti piedritti, sui quali si innestano le volte a crociera. L'abside a raggiera è illuminata dalle finestre ogivali, rabescate da spinosi motivi ornamentali. Il campanile ha pianta ottagonale poggiato sopra l'antica cripta, si staglia sulla sinistra della chiesa e svetta verso il cielo con la sua bella terminazione a cuspide. Tra le opere dell’interno ricordiamo alcune Pale d’altare tutte simili nelle proporzioni, realizzate espressamente per la Cattedrale, tra il 1461 e il 1463, dai maggiori pittori senesi del tempo. Nella cripta sono conservati frammenti scultorei provenienti dalla preesistente chiesa romanica di S. Maria e un fonte battesimale della bottega del Rossellino.

Tratto da Val d’Orcia Senese

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Rito del matrimonio civile
burocrazia e documenti necessari

pubblicato il 23/05/2014 10:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Sposarsi con matrimonio civile
Nel caso in cui la scelta del rito del matrimonio sia ricaduta sul matrimonio civile, si dà il via all’iter burocratico che, grazie al nuovo Ordinamento dello Stato Civile e all’introduzione delle autocertificazioni, si è notevolmente snellito perchè sarà il Comune procurarsi tutta la documentazione necessaria.
Le formalità preliminari al matrimonio civile avranno il fine di accertare l’effettivo stato di libertà da vincoli di precedenti matrimoni e la reale consapevolezza di entrambi gli interessati, liberi da costrizioni o ricatti da una o ambo le parti.
Prassi e documenti necessari nel matrimonio civile
La prassi per il matrimonio civile prevede che entrambi i fidanzati si rechino, circa due mesi prima di sposarsi (anche se noi consigliamo di anticipare il più possibile, se avete tempo), presso l'Ufficio di stato Civile del Comune di residenza di uno dei due a richiedere i documenti necessari per il matrimonio. I documenti che verranno rilasciati dal comune di residenza sono:
l'atto di nascita
il certificato contestuale che comprende residenza, stato libero e cittadinanza
Se uno dei due contraenti è divorziato, dovrà aggiungere agli altri documenti anche la sentenza di divorzio, mentre se è vedovo sarà necessario l’atto di morte del coniuge defunto.

Rito matrimonio civile
In seguito a tale richiesta, gli incaricati comunali provvederanno ad elaborare tutta la documentazione necessaria e a contattare personalmente i futuri sposi per fissare la data del giuramento di matrimonio. In seguito a tale promessa, per la quale non è più richiesta la presenza di un genitore e dei testimoni, verranno esposte per 8 giorni alla Porta della Casa Comunale dei comuni di residenza dei futuri sposi le “pubblicazioni”, recanti le complete generalità dei promessi e il luogo di celebrazione delle nozze.
Obiettivo della pubblicazione è quello di rendere nota a tutti l'intenzione dei fidanzati di contrarre matrimonio affinché chiunque ne abbia motivo possa opporsi, qualora sussistano impedimenti di cui costoro siano a conoscenza o altre gravi ragioni previste dalla legge.
Trascorsi quattro giorni dopo il termine delle pubblicazioni, l’Ufficiale di Stato Civile, se non ha ricevuto nessuna opposizione, rilascia il “nulla osta” al matrimonio, in cui dichiara che quella celebrazione non ha impedimenti agli effetti civili e che i due fidanzati possono celebrare le proprie nozze entro 180 giorni dalla scadenza della pubblicazione, pena la decadenza di validità dei documenti.

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Cappella del coro della Basilica di San Pietro, Città del Vaticano - Roma
lazio (roma) roma

pubblicato il 14/05/2014 08:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
E’ l’unica cappella all’interno della Basilica di San Pietro dove si celebrano i matrimoni.
Si trova a metà della navata laterale di sinistra e solitamente è chiusa da una cancellata in ferro. E’ costituita da un ampio spazio rettangolare che si apre all'esterno della navata, in corrispondente simmetria con quella opposta del Santissimo Sacramento. È destinata essenzialmente alla liturgia corale del clero della basilica, la cui preghiera continua ininterrottamente fin dal V secolo.

La caratteristica principale di questa cappella è la volta che presenta ricche decorazioni in stucchi dorati, mentre le antiche sedie del coro hanno splendidi intarsi che rappresentano le scene bibliche. All’interno dell’arcata di destra in un’urna di stucco vengono deposte le spoglie dell’ultimo Pontefice defunto sino a che non sarà pronto il sepolcro che lo stesso Pontefice ha indicato prima della sua morte.

Capienza 300 Posti

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Monastero Di Abbadia San Salvatore
toscana (siena) abbadia san salvatore

pubblicato il 06/05/2014 11:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Dal centro del grande paese amiatino, a metà di Via Cavour, sulla destra fermiamo lo sguardo al primo arco, una volta ingresso al monastero.

L’ingresso, incorniciato da bugnato in forte rilievo, venne costruito nel 1581 dall’abate Pietro Rocca, come ricorda l’iscrizione D. PETRO ROCCA AB. POT. SUAE F. MDLXXXI. Sopra la chiave di Volta, dove e scolpito lo stemma di San Salvatore, il trimonte con due pastorali incrociati e la mitria. Proseguendo, si giunge al secondo arco, sormontato da una meridiana. Nel sottopasso, che era decorato da affreschi (Madonna con Bambino, San Michele Arcangelo) oggi conservati nel monastero, due portali ricordano con le loro iscrizioni negli architravi (AUDIENTIA CAUSARUM VIDUARUM ET PUPILLORUM e AUD. CAU. SPIR. JURISD. ET SECUND. CAUS. CIVILIUM) i poteri feudali dell’Abate che, fino alle riforme leopoldine, giudicava nelle cause delle vedove e degli orfani e nelle seconde istanze delle cause civili.

Poi il Piazzale Michelangelo, che recentemente è stato ripristinato con molto verde, la fontana nel mezzo e il monumento a Pio II.

Sulla destra appare subito la facciata della Chiesa, alta, stretta e fiancheggiata da due campanili. Un complesso architettonico molto bello e imponente. La torre campanaria è alta 24 m. con merli terminali, l’altra, sulla destra è rimasta, non si sa per quale motivo, incompiuta. Le torri sono decorate da monofore e da archetti pensili, tipici motivi romanici. Nella parte centrale della facciata, arretrata rispetto alle torri, si apre, sopra la porta di ingresso ad arco a tutto sesto, una trifora fatta probabilmente con materiale originario durante i primi ripristini eseguiti negli anni ’20 del secolo scorso. Lo schema architettonico della facciata è l’unico esempio in Toscana, e uno dei pochi in Italia, di West Werk, cioè di prospetto con due torri, motivo derivante dall’architettura carolingia e ottoniana.

Dove un tempo doveva essere il balconcino semisporgente che serviva all’Abate in determinate cerimonie pubbliche, oggi s’intravede al centro lo stacco di un accesso. Segni sottostanti di aggancio murario richiamano altresì l’esistenza di un pronao posteriore, le cui colonne si conservano ancora.

In Chiesa ai lati dell’entrata sono collocate due acquasantiere del ’500, il cui bacile in trachite è montato su colonnine di travertino che poggiano su una base triangolare.

Quella di sinistra è ornata a rilievo dai simboli della Passione: una croce greca, un’ampolla, un calice, martello, tenaglie, scala e dadi. La colonnina è ornata da foglie acuminate, divise da un grosso cordone. L’ acquasantiera di destra, recentemente restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze reca sul bacile rilievi di immagini simboliche, mentre la colonna con foglie di quercia è strozzata al centro da un cordolo.

E’ questo il punto in cui la Chiesa appare in tutta la sua imponenza e armoniosità.

Di stile romanico, fu consacrata sotto l’Abate Winizzo nel 1035. La Chiesa ha la pianta a croce latina, con unica navata coperta con capriate, e presbiterio con volte a botte e a crociera, sopraelevato sulla sottostante cripta.

La soluzione ricordata della facciata, lo schema a croce latina che si può ritenere il primo del genere comparso nel senese, forse in Toscana, l’eccezionalità della cripta fanno della Chiesa di San Salvatore uno degli esempi più interessanti dell’architettura protoromanica Toscana. Sulla parete destra, in alto, spiccano le sei finestre di varia foggia, semplici ed incisive del tipico romanico. Nella parete sinistra, invece, si scorgono altrettante finestre, ma cieche, quindi prive della originale funzione, ma che accentuano la geometricità e la purezza dello stile romanico, emergenti anche dalle pareti in pietra a filarotto. La nudità di queste da un senso di sobria austerità a tutto l’ambiente, quasi sollecitando raccoglimento e contemplazione per l’avvicinamento dell’uomo a Dio.

A meta ’600 la Chiesa venne trasformata, seguendo i canoni della "Controriforma", con la demolizione delle prime due campate della cripta e l’ampliamento del corpo longitudinale, riservato ai fedeli, che venne anche sopraelevato. In questa occasione vennero rinnovare le decorazioni e gli altari, secondo il gusto barocco, e affrescato dai fratelli Francesco e Antonio Annibale Nasini il presbiterio.

Gli elementi architettonici barocchi vennero rimossi durante i restauri dell’Arch. Bellini della Soprintendenza di Siena nel 1925. I monaci Cistercensi, ritornati nel 1939 all’Abbazia, dopo aver revisionato nel 1963 i tetti ormai fatiscenti, interessarono di nuovo la Soprintendenza ai Monumenti e Belle Arti di Siena perché si intervenisse al più presto con i necessari e urgenti restauri. Furono ripresi i lavori con la ditta “Petri Armando” di Siena sotto la guida del Soprintendente Arch. A. Jacchia. Fu così incentivato lo svuotamento della navata centrale che i Monaci avevano già iniziato in proprio; furono rimossi i loculi ancora pieni di ossa ed altre murature ingombranti. Una spessa massicciata, necessaria per limitare l’umidità, venne costruita a circa due metri e mezzo al di sotto della precedente pavimentazione, perché erano venute alla luce soglie, porte e pezzi di pavimento originale. Il nuovo pavimento in cotto fu appositamente ordinato perché si eguagliasse il più possibile al preesistente; le pareti furono discialbate e consolidate nei cedimenti. La ricostruita scalinata nel mezzo della Chiesa per accedere al presbiterio fu poggiata su residui muri preesistenti. Si indagò nelle volte per scoprire eventuali altri dipinti, ma invano. A seguito dei restauri, la nuova unità ha acquistato fascino, bellezza e armonia.

Entrando sulla destra pende una tela del 1600 di Lorenzo Lippi: raffigurerebbe la donazione dell’Abbazia fatta da Tessia, moglie di Re Rachis, al primo Abate Erfone; questi é raffigurato nelle sembianze di S. Bernardo, accompagnato da altri monaci cistercensi. L’anacronismo é evidente; S. Bernardo è vissuto nel XII secolo e non nell’VIII. In realtà la tela rappresenta l’atto in cui la Regina di Spagna affida a San Bernardo la costruzione di tre abbazie nel suo regno.

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Locations per matrimonio civile sul lago d'Orta e lago Maggiore
lombardia (como)

pubblicato il 22/04/2014 09:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
Negli ultimi anni, in particolare nell’Italia del nord, il matrimonio civile rappresenta un tipo di cerimonia in continua crescita: in alcune città come Verbania, Como, Orta San Giulio e Stresa le unioni civili hanno ormai superato quelle con rito religioso.
Tra i fattori che hanno determinato questo cambio di tendenza sono le seconde nozze, che possono essere celebrate solo in Municipio, la maggiore praticità e velocità della cerimonia civile ma anche il numero crescente di cittadini di nazionalità non italiana.
Vi è poi una diffusa tendenza a pensare al matrimonio civile come ad una versione più economica e meno impegnativa di quello celebrato in chiesa. Il rito civile è sicuramente più sobrio ed informale della cerimonia in chiesa, ma non meno importante: si tratta anzi di un atto di indiscussa sacralità, equiparabile, per valore e conseguenze, ad un giuramento in tribunale.
Non a caso, la legge italiana richiede che la cerimonia venga presenziata da dei testimoni, per farsi garante, con la loro firma, di qualunque impedimento concreto alle nozze e dell’assoluta legalità del rito che sancirà l’unione tra i due sposi.
In pratica, la cerimonia civile è un rito che avviene nell'ambito delle leggi stabilite dallo Stato invece di essere stabilito e governato dalle regole della chiesa o di un istituto religioso.
Le cerimonie civili possono essere svolte dai sindaci o altri impiegati autorizzati dello Stato. Queste si possono ambientare in luoghi autorizzati, in genere le sale Comunali, ma anche in palazzi, ville, castelli, hotel, a volte anche in giardini.
Fra i molti elementi che contribuiscono a rendere ancora più bello il matrimonio civile ricordiamo il pregio artistico di numerose Sale Comunali, la cornice urbanistica di borghi indimenticabili, il verde di sinuose colline incantevoli e l'ospitalità di chi con un sorriso riceve gli sposi per la celebrazione in Municipio.
Per le coppie che desiderano sposarsi sul lago d’Orta o sul lago Maggiore, il matrimonio in forma civile è privo di grandi formalità ed è disponibile in quasi tutte le cittadine dei laghi, in particolare a Stresa, Orta San Giulio, Verbania, Arona, Oleggio Castello, Baveno, Arona, Cannero Riviera, Laveno, Luino, Angera e Mergozzo.
Per un matrimonio civile da favola sono tre le location più in voga: Villa Bossi, Villa Claudia dei Marchesi Dal Pozzo a Stresa Belgirate e Villa San Remigio.
Villa Bossi si trova all’interno del borgo medioevale di Orta San Giulio, direttamente affacciata sul lago e di fronte alla romantica isola di San Giulio.
Presso Villa Bossi, il Municipio di Orta San Giulio dà la possibilità a tantissime coppie di tutto il modo di pronunciare il loro irrevocabile "Sì" vivendo quell' incantevole atmosfera che solo questo antico borgo piemontese sa infondere.
Ovviamente il modo più indicato di arrivare è in barca, accompagnati dallo sciacquettio dell'acqua e dalla magnificenza delle facciate dei palazzi che regalano un ideale sfondo per un’ ambientazione unica.
Uno scenario idilliaco che non lascia certo indifferenti i numerosi turisti che ogni anno visitano Orta San Giulio: alcuni di loro se ne innamorano e decidono, proprio a Villa Bossi, di celebrare il loro matrimonio con rito civile.
Villa Claudia dei Marchesi Dal Pozzo si trova Belgirate, nei pressi di Stresa. Tra le locations per matrimonio sul Lago Maggiore, Villa Claudia dei Marchesi Dal Pozzo è l’UNICA in grado di offrire una cerimonia civile con valore legale (7 giorni su 7) insieme alla possibilità di organizzare il banchetto nuziale nelle sue antiche sale o sulla terrazza in giardino, con un’incomparabile vista del lago.
La terza location più richiesta per un matrimonio civile nell’area dei laghi piemontesi, tra lago d’Orta e lago Maggiore, è sicuramente Villa San Remigio, a Verbania Pallanza.
Incastonata sul verde promontorio della Castagnola, accanto ai celebri Giardini Botanici di Villa Taranto, Villa San Remigio è un luogo magico, in grado di aggiungere suggestione ad un giorno indimenticabile come quello del matrimonio.
A Villa San Remigio i matrimoni con rito civile vengono celebrati nella Sala della Musica, tra arazzi, mobili d’epoca, un grandioso camino ed un pianoforte a coda.
Gli operatori di www.lagodortasposi.it sono in grado di offrire un servizio completo e professionale per gli sposi che hanno scelto di celebrare le proprie nozze con rito civile sul lago Maggiore o al lago d'Orta.

Tratto da Lago d’Orta Sposi

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Cattedrale di Santa Maria Assunta, Montepulciano
toscana (siena) montepulciano

pubblicato il 12/04/2014 12:00:00 nella sezione "Chiese e municipi"
La Cattedrale venne edificata tra il 1594 ed il 1680 e solennemente consacrata il 19 giugno 1712, da S. Ecc.za Mons. Francesco Maria Arrighi. Per erigerla fu abbattuta la vecchia pieve di Santa Maria, i cui diritti plebani, acquisiti intorno all'anno Mille, derivavano da un'antica chiesa posta fuori delle mura castellane, dove è oggi il Tempio di San Biagio. Il progetto venne affidato all'architetto orvietano Ippolito Scalza. L'unica struttura superstite dell'antica pieve è la massiccia torre campanaria in conci di travertino e laterizi, costruita nel terzo quarto del Quattrocento da Iacomo e Checco di Meo da Settignano. La parte apicale, denotata dalle slanciate bifore campanarie, non venne mai ultimata. Nella stessa sorte è incorsa la facciata, mentre i fianchi, terminati da un rivestimento a mattoni e conci di travertino, sono movimentati da paraste tuscaniche tra cui si inseriscono archi a tutto sesto. All'interno l'ordito architettonico, di chiara ascendenza fiorentina, risulta austero ed elegante per la nitidezza delle superfici ad intonaco che si alternano ai paramenti murari in conci di pietra. La pianta è a croce latina divisa in tre navate da possenti pilastri sorreggenti archi a tutto sesto. Nella navata centrale, nei transetti e nella scarsella absidale, rilevate trabeazioni sostengono una volta a botte; all'incrocio dei due corpi ortogonali i pennacchi angolari sostengono il tamburo (architettura) su cui si imposta la cupola. Le navate laterali sono coperte da volte a crociera; sulle pareti, in corrispondenza di ogni campata, si aprono cappelle voltate a botte. A un pilastro di destra è addossato il pulpito sorretto da colonnine ioniche. I vasti spazi del tempio sono ornati da un ingente numero di opere d'arte. Alcune provengono dall'antica pieve e da altre chiese poliziane. Tra queste si ricordano il monumentale trittico dell'Assunta, dipinto da Taddeo di Bartolo nel 1401, che troneggia sull'altare maggiore; il piccolo dipinto quattrocentesco su tavola denominato Madonna del Pilastro, realizzato da Sano di Pietro; il trecentesco fonte battesimale attribuito a Tino di Camaino ed il retrostante altare dei Gigli in terracotta invetriata policroma, creato verso il 1512 da Andrea Della Robbia, che incornicia un piccolo bassorilievo marmoreo dell'ultimo quarto del Quattrocento; le statue lignee policromate dell'Angelo annunziante e della Vergine annunziata, opera di Francesco di Valdambrino; la cinquecentesca tavola con il Redentore di Bartolomeo Neroni detto il Riccio; la tela effigiante San Sebastiano, opera del Seicento fiorentino; nella cappella del Sacramento, la tela dipinta nel 1830 da Luigi Ademollo. Il quattrocentesco monumento funebre in marmo di Carrara di Bartolomeo Aragazzi fu realizzato da Michelozzo; oggi il monumento è diviso in sette frammenti murati in luoghi diversi: due statue ed il fregio con putti e ghirlande sono ubicate sull'altare maggiore; la sua demolizione avvenne nel secondo decennio del Seicento, quando venne effettuata la trasformazione degli altari e delle cappelle; nei primi del 1800 vennero sottratti due angeli che oggi si conservano al Victoria and Albert Museum di Londra; l'attuale sistemazione risale al 1815. Il grande organo ubicato sulla cantoria semicircolare dell'abside venne inaugurato nel 1839. Nei locali della sacrestia e nella sala capitolare si conserva un importante nucleo di arredi sacri e di dipinti, riferibili a varie epoche.

Tratto da EuToscana

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